Teatro alla Scala – Concerto di LUCIANA SERRA

Teatro alla  Scala – Concerto di  LUCIANA SERRA

Luciana-SerraParlare pubblicamente dell’età di una signora non è elegante, ma quando è utile per esaltarne le qualità positive penso sia assolutamente lecito, soprattutto se alla signora in questione è dedicata una pagina di Wikipedia in cui è riportata la sua data di nascita, che risulta quindi nota a tutti: 4 novembre 1946. Luciana Serra si avvia dunque a compiere settant’anni, splendidamente portati da tutti i punti di vista, primo fra tutti quello vocale. Lo ha dimostrato in occasione del concerto che ha tenuto alla Scala pur non essendo in perfette condizioni di salute, il che ha permesso al pubblico di apprezzarne ancor più l’assoluta perfezione tecnica, l’impeccabile musicalità, la grandissima intelligenza interpretativa. Non è un paradosso: i veri intenditori di canto sanno, infatti, che una seria preparazione tecnica è alla base della longevità vocale e crea le condizioni affinché il cantante possa onorare i propri impegni professionali anche quando non sia del tutto in forma. In occasione del concerto scaligero, la voce di Luciana Serra risultava forse solo un poco più piccola di quello che sarebbe stata in condizioni normali, ma tuttavia purissima, intonatissima, dal timbro cristallino e dalla proiezione perfetta. In duo con il bravissimo Vincenzo Scalera, dopo una carrellata sul repertorio cameristico di Gaetano Donizetti, Vincenzo Bellini e Gioachino Rossini, del quale ha eseguito la celebre Regata veneziana, la Serra si è spostata nella seconda metà del diciannovesimo secolo con alcune romanze di Francesco Paolo Tosti e Stefano Donaudy e una scelta di chansons di Reynaldo Hahn, Charles Gounod e Gabriel Fauré, per poi sorprendere tutti con un bis mirabolante, l’aria “Rejoice greatly” dal Messiah di Händel. Più che di un concerto, si è trattato di una vera e propria lezione di alto magistero vocale.

Vittoria Lìcari

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